La partenza da Londra Ep.1

01 Luglio 2007 

Viaggio verso l’aeroporto con una sensazione di sollievo e incertezza con rotta verso l’Etiopia.
Sto salutando l’occidente per andare incontro ad un luogo e ad un popolo che vive la vita in modo diverso. Sono curioso di vedere e di conoscere cose che non mi aspetto. Riconosco di essere un po alla ricerca del ‘richiamo della foresta’ e cioè alla ricerca dell’uomo che sono e alla riscoperta di un umanità che a Londra viene spesso offesa.
Ma riconosco anche che mi muovono degli interessi relativi alla mia vita in Europa come ad esempio investire nel mio futuro in questa società che spesso disprezzo ma alla quale, nel bene o nel male, inevitabilmente appartengo.

02 Luglio 2007
Aereoporto  

Nella cornice pazzoide e schizofrenica dell’aeroporto di Heathrow (dopo esserci stati due pseudo attentati terroristici) in attesa che dopo ore di ritardo chiamino il nostro volo, ho ufficialmente conosciuto la prima persona Etiope.
Abbiamo discusso delle implicazioni che il lavoro delle NGO può avere oggi nel suo paese. Il suo punto di vista è molto critico, e mi è parso abbastanza unilaterale e cieco alle sfumature.
Mi sono trovato in una posizione in cui dovevo difendere me e l’organizzazione con la quale andavo a lavorare (della quale avevo una limita conoscenza), ma il tutto era molto accademico e inesistente a livello pratico!
Il suo punto di vista era basato sull’inutilità logistica che molte NGOs seguono nel costruire i pozzi lontano da villaggi ai quali la gente non ha concretamente accesso, e mi ha ricordato che sto andando in un paese dove siamo anche visti come le ‘NGOs’ che arrivano per lavorare e spendere fondi a tutti i costi.
Questo è il motivo per il quale miro ad essere il più professionale possibile, e nel mio specifico caso organizzare un evento che inspiri un processo di risveglio e di presa di coscienza ‘coscientização’ nel senso Freiriano del termine. Nutrire le fondamenta locali di produzione del sapere.

Aereoporto (mattina)

Sono finalmente arrivato ad Addis, con alle spalle tutta la pazzia che c’era a Londra e con la certezza di essere arrivato in un posto piu sicuro!

È stato un arrivo sereno e semplice senza tutte le code tipiche dei nostri sovraffollati aeroporti. Giungo alle porte alle 2 del mattino ed ovviamente, come in qualche modo era prevedibile non c’è nessuno a ricevermi.
Comunque non mi preoccupo, e resto a gironzolare per il desolato aeroporto sino alle 8! Un po impaurito ma molto felice di esserci.
Faccio conoscenza con il solito italiano all’estero (un missionario cattolico basato al sud) ed andiamo a fare colazione al bar. Prendo un caffè macchiato. Il sapore mi inebria, non per il suo gusto strabiliante ma per la acidità del latte usato. Alle 8 riesco finalmente a mettermi in contatto con Vittorio (economista COOPI) che viene a prendermi e mi porta in macchina alla base e dormo, finalmente!
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